Sommario
Questo capitolo è rivolto agli utenti che provengono dal mondo Windows (non ai guru di GNU/Linux, incroci fra uomo e pinguino...). Piuttosto che descrivere in maniera approfondita le differenze fra i due sistemi, cercheremo di rispondere alle domande e ai problemi che gli (ex)utenti di Windows potrebbero porsi.
Gli utenti esperti di Windows sono abituati, normalmente, a certe funzioni e/o concetti che sono ovviamente disponibili in forma differente sotto GNU/Linux.
Questa caratteristica rimane più o meno la stessa. Adesso si chiama Mandrake Menu e si trova in basso a sinistra nel desktop se state usando KDE, oppure in alto a sinistra se state usando GNOME.
Questa funzionalità, invece, è completamente differente sotto GNU/Linux. In primo luogo, con Mandrake normalmente vengono installate molte, molte applicazioni in più. Se cliccate sul pulsante Mandrake (per richiamare il menu principale) avrete a vostra disposizione un gran numero di scelte, che dipendono da quello che desiderate fare. Tenete presente che ci sono molte applicazioni complete disponibili per eseguire le operazioni più comuni, come l'elaborazione di testi.
Inoltre potete aggiungere al sistema moltissime altre applicazioni per mezzo del programma RpmDrake (per favore consultate Capitolo 9).
L'equivalente di questo strumento si chiama Centro di controllo Mandrake e lo potete trovare cliccando sul pulsante Mandrake nel menu Configurazione. Grazie alla sua interfaccia potrete modificare la maggior parte delle impostazioni relative al sistema.
GNU/Linux è ancora molto affezionato al suo ambiente originario, la linea di comando. A differenza di Windows o MacOS, il successo della shell non è affatto in declino. Normalmente Mandrake installa bash, una shell davvero potente. Potete richiamarla cliccando sull'icona a forma di schermo del computer sulla barra degli strumenti.
Dato che GNU/Linux, normalmente, non usa il protocollo SMB (un protocollo di rete di Windows), non esiste un equivalente dell'icona per sfogliare la rete in cui vi trovate.
Tuttavia potete usare Konqueror, il file manager di KDE, per raggiungere lo stesso scopo. Nella barra degli indirizzi digitate: smb://nome_del_server/directory/, e tutti le directory Windows condivise diverranno visibili. Si noti che, per poter sfruttare questa caratteristica, deve essere installato il pacchetto gnome-vfs-extras .
Si veda la sezione chiamata “Condivisione di file” per ulteriori informazioni.
Questa è una caratteristica esclusiva di Windows. Nei sistemi UNIX, l'idea di “disco” (c:\, d:\, e:\) non esiste (in questa forma), l'equivalente sono i “punti di mount”. Dal punto di vista di un utente, infatti, si accede sempre a delle directory. In base alla configurazione generale del sistema, il filesystem “carica” tutti i dischi necessari, le partizioni e i sistemi remoti, e successivamente assegna ciascuno alla directory specificata.
È grazie a questa procedura che GNU/Linux è in grado di leggere ogni altro filesystem che avete configurato, anche una directory Windows.
Di nuovo, non c'è un disco d:\. I CD-ROM sono “montati” in /mnt/cdrom/. Per accedere a un CD-ROM, cliccate sull'icona che si trova sul desktop. Se state usando Nautilus, il contenuto del CD-ROM verrà mostrato in una nuova finestra.
Come i CD-ROM, i dischetti floppy sono montati. Cliccate sull'icona che si trova sul desktop per aprirli, sono supportati anche quelli Windows. I dischetti vengono “montati” su /mnt/floppy.
Questa cartella equivale a /home/mario, o /home/stefano. “mario” o “stefano”, ovviamente, devono essere rimpiazzati con il nome utente che avete assegnato a voi stessi. In queste cartelle si trovano tutti i file che appartengono a un utente, inclusi alcuni file di configurazione. Dopo un certo periodo di tempo può diventare piuttosto affollata, ecco perché Mandrake ha aggiunto un'altra directory di nome Documenti, nella quale dovreste tenere i vostri “lavori”.
Probabilmente avete anche molti file nei formati proprietari di Windows, come, ad esempio, documenti Excel o Word. In genere non è affatto un problema convertire questi file. OpenOffice.org, per nominare soltanto un'applicazione, è in grado di importare molti file nei formati di applicazioni office.